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Domenica 27 Febbraio 2005
Villa Antica ore 19.30

La seconda vita di Antonella Ruggiero, voce indimenticabile dei Matia Bazar, nasce nell'ottobre 1989, quando decide di abbandonare il gruppo on cui aveva incantato per cinque volte Sanremo (vincendo anche l'edizione del 1978 con E dirsi ciao) e condiviso una lunga carriera artistica iniziata nei primi `70, per l'esigenza di riappropriarsi di una vita "normale". Per diversi anni vive lontano dalla scena musicale, occupandosi del figlio e viaggiando. È durante uno di questi lunghi viaggi che si risveglia la passione per la musica: in India, scopre sonorità e atmosfere che l'affascinano e la ispirano. È con Libera, il suo primo album solista, pubblicato nel gennaio 1996, che si ripresenta al pubblico e battezza la sua terza vita. È un disco bellissimo, con un riuscito connubio tra ritmiche occidentali e suoni dell'antico Oriente.

L'interesse per i nuovi orizzonti sonori proposti dalle giovani band italiane spinge Antonella e il suo produttore Roberto Colombo a coinvolgerne alcune in Registrazioni Moderne, un disco dove le vecchie canzoni dei Matia Bazar sono riproposte in un diverso contesto musicale. Esce nell'ottobre 1997, anticipato dal singolo Per un'ora d'amore (con la partecipazione dei Subsonica), che esemplifica alla perfezione la riuscita unione tra i mondi di due diverse generazioni di musicisti.

Il 1998 è l'anno di Amore lontanissimo, con cui ottiene l'ovazione della critica e il secondo posto al Festival di Sanremo. Sembra di essere tornati ai tempi di Vacanze romane. Nel 1999 Antonella torna a Sanremo con un nuovo brano, Non ti dimentico, che apre le porte al suo terzo cd, Sospesa, con due partecipazioni illustri: il maestro Ennio Morricone che firma And will you love me e Giovanni Lindo Ferretti che scrive, insieme ad Antonella e Roberto Colombo, Di perle e inverni.

Verso la fine del 2000, un nuovo cambio di rotta, con un incredibile quanto breve tour di musiche sacre: solo una dozzina di date in luoghi particolari, chiese e teatri antichi. Questa nuova esperienza sarà fissata, nel novembre 2001, in Luna crescente (Sacrarmonia). Accompagnata dall'Arkè Quartet (Carlo Cantini, Valentino Corvino, Sandro Di Paolo ed Enrico Guerzoni) e da Ivan Ciccarelli alle percussioni, riprende un tour "sacro" che la porta di nuovo in giro per l'Italia.

Dopo un'esperienza tutta americana, dove ha riproposto in chiave "classica" i temi più importanti dei musicals di Broadway, nell'ottobre 2002, Antonella Ruggiero è protagonista, al Teatro La Fenice di Venezia, di Medea, opera video in tre parti con musica di Adriano Guarnieri, uno dei più significativi compositori contemporanei viventi.

Sanremo 2003 vede Antonella Ruggiero tornare al mondo pop, con una canzone magistrale, scritta con Antonio Volpe, ex-cantante dei Balkan Air, un gruppo di Bologna con cui Antonella aveva già cantato Luna silvana, dal loro album Anni nel caos, nel 1994. Di un amore è un brano splendido per intensità a calore, nobilitato da una delle più straordinarie voci della canzone italiana di sempre. Farà parte del nuovo album, di prossima pubblicazione, intitolato semplicemente Antonella Ruggiero, un viaggio affascinante e curioso nella musica che si ascoltava in radio e in televisione negli anni '60 e '70. Una breve storia della musica leggera italiana. Le 12 canzoni, tutte originali (dunque, nessuna cover di brani dell'epoca), attraversano uno spettro sonoro incredibilmente vario, dalle atmosfere di Studio 1 al progressive delle Orme, da Love Boat al maestro Canfora, senza ansia di citazione, ma con la voglia di ricreare un piccolo mondo antico, scomparso ma non per sempre e qui rivitalizzato dalla superba forza interpretativa di Antonella Ruggiero.

Dopo l’esperienza sanremese la voce di Antonella ha dato vita ad uno straordinario “Omaggio ad Amalia Rodrigues” rileggendo in chiave moderna, senza comunque tradirne lo spirito e il fascino senza tempo, i brani che hanno reso celebre la Signora del Fado in tutto il mondo. Prova di ciò è il successo che questo concerto ha avuto proprio in Portogallo, patria di Amalia, dove ha debuttato al festival “Sete Sois, Sete Luas”, dimostrando che può esistere un punto d’incontro tra nostalgia e innovazione.

Tra le grandi prove artistiche bisogna poi aggiungere “Broken Blossom”, un capolavoro del cinema muto musicato da Roberto Colombo e Antonella Ruggiero, la cui voce profonda ed elegante accompagna l’interpretazione magistrale della protagonista Lilion Gish, in uno dei maggiori film di Wark Griffith.

Domenica 12 settembre 2004
Villa Antica
Cecilia Gasdia, veronese, ha vinto il primo premio al Concorso Voci Nuove per la Lirica dedicato a Maria Callas nel 1980, all’età di 20 anni. Successivamente debuttò a Firenze ne I Capuleti e i Montecchi di Bellini, ma la sua fama era destinata ad avere una consacrazione definitiva quando, all’ultimo istante, fu chiamata alla Scala di Milano per sostituire Montserrat Caballé nel ruolo di Anna Bolena di Donizetti: il sensazionale successo della serata impose Cecilia Gasdia all’attenzione di direttori d’orchestra e registi di tutto il mondo.

Negli anni ’80 Cecilia Gasdia Ha debuttato al Teatro Comunale di Firenze in diversi ruoli: Violetta in una nuova produzione de La Traviata di Verdi per la regia di Franco Zefirelli e la direzione d’orchestra di Carlos Kleiber; Nannetta in una produzione di Falstaff diretta da Carlo Maria Giulini; Anne Truelove in The Rake’s Progress di Stravinsky con la regia di Ken Russel e la direzione di Riccardo Chailly; poi a Parigi in Moise di Rossini, Jerusalem di Verdi La Traviata diretta da Zubin Mehta.

Successivamente ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Muti, sotto la direzione del quale aveva già cantato nello Stabat Mater di Rossini al Festival di Edimburgo, in Rigoletto a Philadelphia e a New York.

Cecilia Gasdia è una delle interpreti rossiniane internazionalmente più apprezzate e vanta oggi nel suo repertorio ben quattordici ruoli di questo geniale compositore. La collaborazione con il Rossini Opera Festival di Pesaro, iniziata nel 1983 con Mosè in Egitto, è continuata negli anni seguenti con Le Comte Ory, Il Viaggio a Reims diretta da Claudio Abbado e della quale la DG ha tratto un fortunatissimo disco, Maometto II e Otello diretti da Gianluigi Gelmetti fino a Semiramide nel 1994.

Nel giugno del 1994 ha partecipato ad un concerto straordinario nella Biblioteca Nazionale di Sarajevo diretto da Zubin Metha, eseguendo il Requiem di Mozart accanto a Josè Carreras e Ruggero Raimondi, trasmesso da oltre 30 televisioni di tutto il mondo e dedicato alle vittime della tragedia della ex-Jugoslavia.

I suoi maggiori impegni nella stagione 1997-98 sono stati: Orfeo di Monteverdi ad Atene con la regia di Pier Luigi Pizzi e la direzione di Claudio Scimone; Un giorno di regno al Teatro Regio di Parma; Orfeo di Monteverdi in una produzione del Teatro Comunale di Firenze; L’amico Fritz al Teatro San Carlo di Napoli.

La stagione 1998-99 l’ha vista impegnata ne Il barbiere di Siviglia al New National Theatre di Tokyo, ne L’Amico Fritz al Teatro Bellini di Catania, in una serie di concerti con lo Stabat Mater di Pergolesi a Genova ed in altri teatri liguri, in numerosi concerti in Italia di cui molti in collaborazione con il M° Claudio Scimone ed i Solisti Veneti, in una produzione di Orfeo di Sartorio al Teatro di Fano (recentemente aperto) e ne La vedova allegra all’Arena di Verona con Andrea Bocelli e Fabrizio Frizzi durante l’estate del ’99.
Cecilia Gasdia è, inoltre, apprezzata interprete di raffinati recitals con pianoforte e di composizioni sinfonico-vocali.

Con Claudio Scimone vanta un’intensissima e continua collaborazione anche discografica. Dopo I pagliacci di Leoncavallo al teatro Bellini di Catania con la direzione di D. Oren, ha debuttato con enorme successo di pubblico e di critica ne Le jongleur de Notre Dame di Massenet diretto da G. Gelmetti all’Opera di Roma. Nell’autunno 2000 ha inaugurato la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico con Mosè in Egitto di Rossini con la regia di G. Pizzi e la direzione di C. Scimone riscuotendo un grandissimo successo personale e nel gennaio 2001 al fianco di Andrea Bocelli è stata l’acclamata Suzel ne L’amico Fritz di Mascagni al Filarmonico di Verona.

Tra i più importanti impegni del 2001 si ricordano la realizzazione di un DVD di Don Giovanni di Mozart con Renato Bruson, lo straordinario successo personale lo scorso agosto ne l’Otello di Verdi al Teatro Verdi di Trieste con Josè Cura, il Concerto di Gala per la riapertura della Torre di Pisa con Andrea Bocelli e l’esecuzione di Armida di Rossini al Festival di Edinburgo che ha riscosso un’entusiastica accoglienza da parte di pubblico e critica.

In primavera ha cantato la Messa da Requiem di Mozart per i Concerti del Giubileo di Roma e la Messa da Requiem di Verdi in Ungheria. Tra marzo e aprile ha effettuato lo Spring Tour di otto concerti negli Stati Uniti e in Canada ospite di Andrea Bocelli .

La Sua interpretazione dello Stabat Mater di Boccherini con I Solisti Veneti dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, è stata trasmessa il giorno di Pasqua dalla RAI.

E’ stata inoltre scelta per il grande Concerto di Gala per festeggiare i 200 anni del Teatro Verdi di Trieste.

Nel febbraio 2002 è stata la protagonista de I Pagliacci al Teatro Filarmonico di Verona e in aprile ha debuttato nel ruolo di Tosca al Teatro dell’Opera del Cairo con grandissimo successo e una calorosissima accoglienza della stampa internazionale.

In maggio sarà la protagonista de La Vedova Allegra al Teatro dell’Opera di Roma e successivamente debutterà anche in Madama Butterfly e in Adriana Lecouvreur con la realizzazione di un DVD.

 

Mercoledì 18 febbraio 2004
Villa Antica
Sicuramente da segnare in agenda l’opening event che il 18 febbraio 2004 alle 18,30 vedrà lo straordinario concerto di GINO PAOLI, raffinato autore della canzone italiana di qualità.
(Concerto su invito. Si prega di confermare la presenza)


Brevi cenni biografici
Gino Paoli autore di "Senza fine" e di "Sapore di sale" è nato nel 1934 a Monfalcone, in provincia di Gorizia, figlio di un ingegnere navale che nelle ore libere si dilettava a cantare da tenore e di una casalinga. Ma è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che Gino Paoli debutta come cantante, per poi formare una band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi.
Il suo impatto come cantante è notevole ma raccoglie i maggiori successi come autore, fra le sue più belle creazioni ricordiamo: Senza fine, Il cielo in una stanza, la gatta, Sassi, Me in tutto il mondo, Anche se, Sapore di sale, Che cosa c'è, Vivere ancora, Vivrò.
Molti hanno cantato sue canzoni tra gli altri ricordiamo: Ornella Vanoni, Mina, Claudio Villa, Carla Boni, Jula De Palma, Joe Sentieri, cantanti lirici come Anna Moffo, attrici come Lea Massari e Catherine Spaak, protagonisti dagli anni 60 come Umberto Bindi, Luigi Tenco, Rita Pavone, Gianni Morandi, Pino Donaggio, Tony Renis, Tony Dallara.
Mercoledì 10 settembre 2003
Villa Antica
C'era una volta un'orchestrina sanremese che si esibiva negli hotel di lusso, in uno stile avveneristico per l'Italia degli anni '20: il Jazz..

Esattamente settantacinque anni dopo la fondazione della Red Cat nasce la nuova Red Cat, resuscitata dal pronipote di uno dei componenti della prima band.

Non è un caso che la consacrazione sulla scena nazionale provenga dalla trasmissione "Zelig", a cui la band ha partecipato con grande successo: l'ironia e la leggerezza sono il filo conduttore con cui i nove componenti della band rileggono i grandi classici del jazz..

Motivi evergreen, standards del jazz arcaico, fox-trot, one-step, blackbottom, charleston, boogie-woogie, ragtime, e brani tratti da film e commedie musicali sono i pezzi proposti nello spettacolo "Vecchia America" dove la vocalist Joanna Rimmer si cimenta nei classici temi degli "Anni Ruggenti", emulando le grandi voci nere del passato come Billie Holiday ed Ella Fitzgerald. La grande professionalità di questo gruppo si riscontra anche nella cura dedicata all'abbigliamento: costumi Belle Epoque o kriminal, secondo la moda della Chicago degli Anni Trenta, mentre la vocalist Joanna Rimmer, fotomodella inglese pazza per lo swing, con la sua avvenenza e la sua potenza vocale ammalia letteralmente il pubblico.

Freddy Colt - pianoforte, mandolino, chef d'orchestra
Joanna Rimmer - vocalist
Sergio Caputo - violino
Simone Giacon - clarinetto
Andrea De Martini - sax tenore
Gianni Martini - fisarmonica
Max Ormea - chitarra, banjo
Giuliano Raimondo -contrabbasso, basso tuba
Enzo Cioffi - batteria

Martedì 18 febbraio 2003 ore 18.30
Villa Antica
Gustavo Gancedo nasce nel 1968 a Còrdoba - Argentina ed è proprio nel suo paese di origine che cresce musicalmente come chitarrista, compositore ed arrangiatore.

La costante ricerca del nuovo, anche nel campo della tradizione; la viva attenzione alle tendenza ed agli stimoli della sensibilità musicale contemporanea; l’opera di rottura delle barriere tra musica "colta" e non lo portano a stabilirsi a Parigi, dove, crea con musicisti Argentini una prima "Orquesta Tipica" per poi dare forma ad uno degli ensamble più acclamati d’Europa :

Gustavo Gancedo Tango Spetet.

Gli originali arrangiamenti, il talento dei singoli, il perfetto equilibrio dei suoni, la forte presenza scenica, attraverso un repertorio che attraversa tutte le epoche del Tango, ne fanno di questo gruppo uno dei più innovativi nel loro genere.

Le loro esibizioni, di assoluto prestigio, hanno entusiasmato le platee più prestigiose d’Europa tra Festival e Teatri quali l’Operà de Paris, il Festival de Tango di Insbruck, il WalHall di Karlsruhe, il Salon Rouge di Berlino, la Fiesta de Suds di Marsiglia, il DampTheatre di Berna.

Gustavo Gancedo - guitar and direction
Juanjo Mosalini - bandoneon
Stephane Rullière - first violin
Michael Gneist - second violin
Ludovic Michel - viola
Lionel Allemand - cello
Roberto Tormo - double bass
Giovedì 12 settembre 2002
Villa Antica
L’evento di inaugurazione della settima Shirt Avenue avrà luogo il 12 settembre alle 18:30 nella Villa Antica. Davanti ad una platea di imprenditori, giornalisti, autorità, operatori del settore, si terrà un concerto del musicista Ludovico Einaudi.

Diplomato in composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano con Azio Corghi, Ludovico Einaudi ha perfezionato i suoi studi con Luciano Berio, con cui ha lavorato come assistente su vari progetti musicali e teatrali, ricevendo nell'82 una borsa di studio per un soggiorno al Festival di Tanglewood (USA).
Le sue prime composizioni, da camera e sinfoniche, sono state eseguite nelle più importanti istituzioni musicali internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival di Tanglewood, l'IRCAM di Parigi, la St. Paul Chamber Orchestra (USA), Settembre Musica, l'UCLA Centre for Performing Arts, il Budapest Music Festival, la Queen Elisabeth Hall di Londra.

A partire dagli anni Ottanta ha iniziato un percorso alla ricerca di un linguaggio più libero, in grado di assorbire culture e influenze musicali diverse, riprendendone l'immediatezza, la carica emotiva e l'impatto sonoro, e scrivendo per il cinema, il teatro, il video, e la danza. Nel 1988 ha composto Time Out, spettacolo multimediale concepito insieme allo scrittore Andrea De Carlo che ne ha firmato i testi, e messo in scena con successo dalla compagnia americana ISO Dance Theatre, in Italia, negli Stati Uniti e in Giappone. Dopo Time Out, ha proseguito l'esperienza con la danza realizzando The Wild Man (1990) per l'Oregon Dance Company e The Emperor (1991), di nuovo con ISO Dance Theatre, presentato in prima assoluta al Lincoln Centre di New York e successivamente a Tokyo e in Israele.

Nel 1992 ha pubblicato Stanze, un ciclo formato da sedici pezzi per arpa. L'ultimo lavoro di Einaudi è Salgari, commissionato dall'Arena di Verona e ispirato alla vita e alle opere dello scrittore veronese, con testi scelti da Andrea De Carlo, coreografie di Daniel Ezralow, scene e proiezioni di Jerome Sirlin.

Einaudi ha recentemente creato l'Einaudi Electric Ensemble, una formazione di cinque elementi con un repertorio di sue musiche, in cui l'autore suona anche il pianoforte.

Oltre ad essere un musicista dalla solidissima formazione culturale, Ludovico Einaudi è anche una speranza per il nostro cinema, grazie alle indimenticabili colonne sonore. Autore - tra l’altro - delle musiche dei film di Andrea De Carlo (Treno di panna) e Dominick Tambasco (Giorni dispari), Einaudi ha recentemente realizzato la colonna sonora per il film di Giuseppe Piccioni Fuori dal mondo, dove, in un’elegante miscela di musica minimalista ed etnica, ha saputo sapientemente plasmare un’armonia che si unisce alla perfezione agli stati d’animo e alle situazioni del capolavoro di Piccioni

Le sue musiche sono state eseguite in prestigiose istituzioni internazionali, quali il Teatro alla Scala di Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival di Tanglewood, il Lincoln Center di New York, la Queen Elisabeth Hall di Londra, il Center for Performing Arts di Los Angeles.

Al concerto farà seguito una cena nelle sale della Villa Antica.
Sabato 16 febbraio 2002
Villa Antica
L’evento di inaugurazione della sesta Shirt Avenue & Tie Boulevard ha avuto luogo il 16 febbraio nella Villa Antica. Davanti ad una platea di imprenditori, giornalisti, autorità, operatori del settore, si sono esibiti i SOLISTI VENETI, diretti da Claudio Scimone. Ritenuti dal pubblico e dalla critica una delle orchestre più attive e prestigiose in campo mondiale, i SOLISTI VENETI si sono affermati come complesso di rilievo internazionale, non solo per l’attività in ambito concertistico e discografico, ma anche per la grande varietà delle iniziative culturali e artistiche. Il Gruppo, fondato nel 1959 a Padova, ha tenuto oltre 4000 concerti in più di 50 Paesi, dall’Europa agli Stati Uniti al Giappone, l’Australia, la Russia, l’America Latina. Partecipano regolarmente ai principali Festival mondiali, tra i quali il Festival di Salisburgo, cui sono invitati ininterrottamente dal 1965. Sono stati insigniti dei più importanti riconoscimenti mondiali, sia nel campo del concerto, sia nel campo del disco, quali il Gran Prix du Disque de l’Acadèmie Charles Cros di Parigi, il Grammy di Los Angeles, il Gran Prix de l’Acadèmie du Disque Lyrique, la Elisabeth Memorial Medal di Londra, il Premio Cecilia della critica belga, il Premio della critica discografica italiana. Hanno ricevuto dalla Repubblica Italiana la medaglia d’oro dei benemeriti della scuola, dell’arte e della cultura e il Presidente della Repubblica Italiana ha presenziato alle celebrazioni del loro 25° anniversario. Il loro repertorio spazia dalla musica strumentale del ‘700 ai grandi capolavori sinfonico-corali di tutti i tempi, quali la “Missa Solemnis” di Beethoven, il Requiem e la Messa in do minore di Mozart, lo “Stabat Mater” di Rossini. Numerosi compositori hanno dedicato musiche ai SOLISTI VENETI, dando origine a una nuova letteratura per 11, 12 o 13 archi solisti: tra loro Sylvano Bussotti, Franco Donatoni, Riccardo Malipiero, Marius Constant, Christobal Halffter, Luis De Pablo.
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